Fucci su M5S: altro che dimezzamento degli stipendi. A Pomezia quasi il raddoppio.

Cosa intende fare il sindaco Adriano Zuccalà per correggere l’illegittima corresponsione dell’importo dei gettoni di presenza? Questa domanda non ha ancora avuto risposta e voglio capire come l’amministrazione comunale intende rientrare nella legalità, allineandosi alle disposizioni stabilite dal decreto ministeriale n. 119 del 4 aprile 2000.

Recuperare oltre 110.000 €. E’ urgente intervenire

Ogni centesimo merita di essere recuperato

La nostra urgenza riguardo la risoluzione di questo problema è presto spiegata: da inizio consiliatura ammontano già ad oltre 10.000 € le indebite elargizioni ai consiglieri comunali e per gli anni precedenti le somme da recuperare potrebbero arrivare a superare le 100.000 €.
Insomma, non parliamo di cifre irrisorie.

L’inchiesta che ha scoperto l’illegittimità

Quello che ho scoperto con la mia inchiesta è che la cifra che il comune deve erogare ad ogni consigliere per la partecipazione ai consigli comunali ed alle riunioni delle commissioni è di 36,15 € e NON di 63 €, come hanno dichiarato il sindaco Zuccalà ed il capogruppo M5S Gianni Ruo.

La differenza, circa 27 €, moltiplicata per 24 consiglieri e moltiplicata per ogni consiglio comunale e ogni riunione delle commissioni fa crescere di volta in volta questa erogazione assolutamente illegittima, ingiustificata e non dovuta. Peraltro non ci possiamo dimenticare le somme indebitamente erogate negli anni passati. Io mi sono già detto disponibile a restituire tutte le somme che ho percepito nel mio ruolo da consigliere comunale (parliamo degli anni 2011-2013 e dal 2018). La stessa restituzione dovrà avvenire anche da parte dei politici, 5 stelle e non, che hanno fatto parte del consiglio dal 2013 al 2018. L’amministrazione non può fare orecchie da mercante, non con i soldi dei cittadini, soprattutto perché ci troviamo in un periodo storico in cui molti nostri connazionali fanno i salti mortali per far quadrare il bilancio familiare.

Questa amministrazione, così veloce ad anticipare i pagamenti delle tasse al 30 Aprile per fare cassa, deve essere altrettanto rapida nel restituire ai pometini ogni centesimo di euro percepito indebitamente dai consiglieri comunali. Quei soldi devono tornare alla comunità e il perché ce lo dice la legge, con il contenuto dell’art. 82 del TUEL regolato dai limiti fissati dal testo unico e nella misura stabilita dal DM. 119/2000: ai consiglieri di Pomezia spettano, per legge, 36,15 euro.

Il 1 aprile 2019 ho chiesto al sindaco di adeguare immediatamente l’importo dei gettoni di presenza all’ammontare previsto dalla legge e di avviare anche le procedure per il recupero delle somme indebitamente corrisposte. Tuttavia la mia richiesta è caduta nel vuoto e ritengo tale atteggiamento irrispettoso nei confronti della mia attività di controllo orientata a rendere giustizia alla comunità di Pomezia.

Superare l’inerzia dell’amministrazione. Le lettere inviate a sindaco, presidente del consiglio comunale e della commissione al personale

Ecco perché ho scritto nuovamente al primo cittadino, per capire quali siano le azioni messe in campo dal sindaco per correggere le illegittimità rilevate e quali siano le iniziative programmate per recuperare le illegittime corresponsioni dei gettoni di presenza erogate nel tempo.

Ho inviato una lettera anche alla Commissione affari generali, risorse umane e partecipazione, chiedendo al presidente Massimiliano Villani di convocare tempestivamente una riunione al fine di conoscere le determinazioni dell’amministrazione comunale ed esaminare nel dettaglio gli effetti prodotti nel tempo dalle illegittime erogazioni.

Infine la comunicazione è stata girata anche al Presidente del Consiglio Comunale Stefania Padula, alla quale spetta la responsabilità di essere garante del rispetto dello Statuto, delle leggi e dei regolamenti. “In questi mesi – si legge nella nota – Lei si è contraddistinta per l’intransigenza alle norme regolamentarie, spesso scaturita in una ossessiva rigidità che ha compresso le prerogative dei consiglieri comunali. Con la presente Le chiedo quindi, in nome del ruolo di garante del rispetto delle leggi, di adoperarsi affinché si rimedi tempestivamente alle illegittimità che sono emerse nell’erogazione dei gettoni di presenza ai consiglieri comunali. D’altronde ciò che riguarda il consiglio comunale ed i consiglieri è di Sua certa competenza e confido quindi che la mia richiesta venga accolta”.

Qui tutti i documenti:
L’interrogazione che ha dato il via all’inchiesta
La lettera inviata al sindaco
La lettera inviata al presidente del consiglio comunale
La lettera inviata al presidente della commissione

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